Nel corso della conviviale di novembre dedicata al tema “La salute dello sport”, il Panathlon Club Milano, insieme all’Osservatorio Metropolitano, ha offerto un quadro chiaro e autorevole del ruolo che il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda assumerà durante i Giochi della XXV edizione delle Olimpiadi Invernali che si svolgeranno in Lombardia e Veneto con centri a Milano e Cortina.
Dal 6 marzo con la cerimonia di apertura all’Arena di Verona avranno inizio i Giochi Paralimpici Invernali arrivati alla XIV edizione, di Milano Cortina 2026, Comunque seguiti dal punto vista sanitario dalla stessa struttura dell’Ospedale Niguarda.
Nei chiostri dell’Umanitaria in Via Santa Barnaba a Milano, la serata condotta con rigore istituzionale e visione strategica, dal past president Filippo Grassia, capace di mettere in luce la solidità organizzativa e la dimensione innovativa di quella che sarà, a tutti gli effetti, la più imponente infrastruttura sanitaria mai attivata in Lombardia per un evento internazionale.
Accolti dal vicepresidente del Panathlon Club Milano Carmelo Tribunale, che ha rappresentato il Presidente Simonpaolo Buongiardino, i soci presenti hanno potuto approfondire in anteprima la portata del progetto che farà del Niguarda il Polo Sanitario ufficiale dell’Olimpiade.
Il Niguarda come fulcro del sistema medico sanitario olimpico
Il racconto della serata ha evidenziato come Milano stia costruendo, dietro una comunicazione ancora discreta, una macchina organizzativa senza precedenti. Al centro di questa architettura si colloca il Niguarda, individuato dal Comitato Olimpico Internazionale e dalle istituzioni nazionali come Ospedale Olimpico.
Particolarmente apprezzato il Centro di Cura all’Epilessia, la specializzazione nel trattamento dei grandi ustionati, il Centro antiveleni e il Centro riferimento di tutto il Nord Italia per il trattamento dei multi traumatizzati con una tecnologia all’avanguardia di fissazione esterna.
Si tratta di una designazione mai attribuita, in questa forma, al Servizio Sanitario Nazionale. Non un presidio di supporto, ma la regia completa del sistema di assistenza destinato alla famiglia olimpica, agli atleti, ai dirigenti e giudici ma non ultimi a tutta la cittadinanza.
Il Generale Camillo De Milato, presidente dell’Osservatorio Metropolitano, ha introdotto i lavori richiamando l’eccellenza clinica e operativa dell’ospedale.
Il Direttore Generale dell’Ospedale Metropolitano di Niguarda Alberto Zoli, investito dell’incarico di Responsabile dell’Area Medica dei Giochi, ha illustrato, con non celato orgoglio, i numeri che fanno Grande l’Ospedale di Niguarda, struttura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale:
– 13.000 persone in ingresso quotidiano alle strutture ospedaliere
– 300 operatori impegnati ogni giorno in attività formative
– oltre 110.000 accessi annuali al Pronto Soccorso con nessun paziente trattenuto in barella
– 81% dei pazienti che sceglie il Niguarda autonomamente
– Della struttura fanno parte due Università che producono due pubblicazioni scientifiche al giorno, circa 400 all’anno
A questi dati si aggiunge il riconoscimento delle organizzazioni internazionali che lo colloca primo ospedale d’Italia e 37° al mondo.
Cosa caratterizza l’organizzazione pensata per le Olimpiadi 2026?
Una doppia infrastruttura sanitaria con il rafforzamento delle strutture attualmente attive
Dal 6 febbraio 2026 e fino al termine dei Giochi Para Olimpici, il Niguarda assumerà la guida operativa dell’intero sistema medico olimpico.
Il piano illustrato da Alberto Zoli prevede:
– un Pronto Soccorso Olimpico parallelo a quello generale
– percorsi sanitari dedicati ad atleti, delegazioni e forze di sicurezza
– un sistema di assistenza integrato per cittadini e spettatori– 17 postazioni mediche sulla pista Stelvio
– un elicottero a bordo pista di discesa libera a Bormio, in grado di raggiungere Sondalo in 4 minuti e un totale di 8 elicotteri a disposizione per raggiungere la struttura sanitaria idonea
Una struttura “a doppio binario”, chiamata a funzionare senza rallentare l’attività ordinaria dell’ospedale, grazie a un’organizzazione anticipata e continua. Il dottore Zoli, per l’organizzazione della struttura sanitaria per le Olimpiadi invernali sulla neve degli oltre dieci anni di consulenza sanitaria alla Federazione internazionale dello Sci FISI per le gare di Coppa del Mondo.
Un nuovo modello organizzativo nella gestione delle attività di prevenzione e intervento delle unità di Cardiologia
Il dottor Fabrizio Oliva, direttore della Cardiologia 1 Emodinamica, incaricato di seguire ben cinque poli cardiologici nei territori delle Olimpiadi, ha illustrato l’intervento più strategico: il rafforzamento sanitario permanente della Valtellina, area che ospiterà le gare di sci alpino.
Sono stati assunti 18 nuovi cardiologi con un modello inedito di presenza mista tra Milano e montagne (50% Niguarda, 50% Valtellina). Il Presidio di Livigno è ora integrato nel Niguarda e a Sondalo è operativo e resterà operativo anche dopo la manifestazione un Pronto Soccorso potenziato.
È una risposta strutturale a un problema storico dei territori periferici: la carenza di specialisti. Per questi professionisti è previsto un incarico stabile, tecnologie moderne e un progetto pluriennale.
L’eredità: un sistema sanitario più forte, non un’infrastruttura temporanea
Alla domanda centrale – cosa resterà dopo l’Olimpiade – la risposta è netta.
Il Pronto Soccorso Olimpico sarà convertito in un polo permanente di medicina d’urgenza; le nuove apparecchiature in Valtellina rimarranno stabilmente operative; soprattutto, resteranno competenze, personale e una rete strutturata tra Milano e i territori alpini.
Il Niguarda sta costruendo, come ha affermato Zoli, “un ospedale dentro altri ospedali”, ponendo le basi per un sistema più grande e integrato.
La Milano Sanitaria non è mai stata così aggiornata, preparata e pronta
Il Policlinico di Milano, ospedale anch’esso pubblico, è in piena attività per il completamento dell’importante e strategico padiglione Sforza. Marco Giacchetti, Presidente della Struttura sanitaria posta nel centro di Milano, ha attivato i suoi collaboratori per una attività senza smagliature durante il mese dei giochi, al servizio di quanti saranno presenti a Milano durante i due mesi olimpici.
Il contributo del Panathlon Club Milano
La conviviale di novembre ha dimostrato la capacità del Panathlon Club Milano di offrire una piattaforma istituzionale credibile, autorevole e capace di dare visibilità a un progetto che rappresenta una svolta per il sistema sanitario lombardo.
Grazie a un dialogo di alto profilo tra dirigenti sanitari, mondo sportivo e istituzioni, il Panathlon ha contribuito a presentare il Niguarda come ciò che è destinato a diventare: il cuore operativo dei Giochi e un’eredità sanitaria duratura per Milano e la Lombardia.



